lunedì 3 ottobre 2011

Libertà di Jonathan Franzen

Recensione di Muriel

 Ho preferito Le correzioni. Questo romanzo gira attorno alla teoria secondo la quale le nostre vite sono invischiate in una rete di relazioni e rituali soffocanti, situazioni dalle quali non non ci ribelliamo per paura, vincoli che ci rendono infelici quando, invece, dovrebbero farci sentire protetti. Il gioco dei personaggi è tutto questo agire di sottrazione rispetto ai legami, per poi ributtarsi dentro gli stessi, fortificati, dopo aver vissuto l'esperienza catartica che ha avuto il potere di cambiarli nel profondo. Più che di libertà, a volte, si prova un senso di soffocamento che scaturisce osservando l'ingenuità di questi personaggi americanissimi. Confrontando questo romanzo con quello della Byatt (Il libro dei bambini) si ha l'impressione che qui si faccia il procedimento inverso. Mentre nel Libro dei bambini si parte da un idillio che pian piano si svela in tutta la sua crudeltà, qui si parte dalla crudeltà per tendere all'idillio: molto american style! Insomma, con questo paragone si potrebbe contrapporre la malizia della vecchia Europa con l'ingenuità del nuovo mondo.

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