domenica 28 agosto 2011

Il profumo di Patrick Süskind

Recensione di Nadia

Dare una mia opinione a questo romanzo tanto acclamato mi fa sentire un po' contro corrente.
 Non mi è piaciuta la storia sia per le numerose ripetizioni sia per l'assurdità. C'è una grossa contraddizione nel protagonista che dapprima si rifugia in una caverna per sfuggire al tanto odiato odore umano poi, una volta scoperto di non possederne uno si dispera e se lo crea per sentirsi parte di quel mondo che pochi capitoli prima ripudiava e lo ripudiava.
La scrittura merita invece la fama di romanzo di livello.
Attraverso meravigliose descrizioni l'autore riesce a portare il lettore nell'essenza crudele, nel mondo olfattivo del protagonista in modo magistrale. Riesce a mostrare i paesaggi e gli altri personaggi attraverso le sensazioni olfattive di Grenouille svelando così un mondo privo di allegrìa, come lo è Grenouille stesso. Non riconosciuto dalla nascita lungo tutta la sua vita, è un personaggio negativo che resta tale per tutta la storia senza mai riuscire a considerarlo una vittima.
Il romanzo è carico di simbolismi religiosi che confluiscono nel cannibalismo finale, chiaro riferimento all'Eucarestia.
L'idea dell'autore è geniale ma tocca troppo violentemente corde e note cupe e basse che invischiano nelle brutture dell'animo umano portando a galla un mondo che forse non voglio vedere.

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