giovedì 31 marzo 2011

Gruppo di lettura: il prossimo appuntamento

Cosa abbiamo letto nella nostra mensile tappa di viaggio? Lo scopriremo lunedì 11 aprile alle ore 21 nella nuova riunione del Gruppo di Lettura.

venerdì 25 marzo 2011

I custodi del libro di Geraldine Brooks

Recensione di Franco

Il libro è scritto in maniera scorrevole e risulta abbastanza appassionante, pur non essendo certamente un capolavoro.
L’opera di Geraldine Brooks può essere catalogata tra quei libri di intrattenimento che magari diventano traccia per un film di successo.
La trama in breve è presto detta: una restauratrice di libri antichi viene chiamata a prendersi cura di un antico testo ebraico, forse il più prezioso della categoria, della cui storia si sa poco o nulla.
Per ogni indizio che scopre, che sia il frammento di un’ala di farfalla, una macchia di vino, una macchia di sangue oppure altre cose, si viene proiettati in un determinato periodo storico dove si entra in contatto con personaggi la cui vicenda svelerà il mistero dell’indizio, oltre a ricostruire tanta parte della vita di società di quel tempo.
La struttura del libro ricorda lo schema del film The millionaire dove per analogia le domande corrispondono agli indizi del libro e i misteri vengono svelati attraverso un alternarsi di salti temporali.
La parte più interessante a mio parere è costituita proprio dalla ricostruzione dei vari periodi storici piuttosto che dal mistero rappresentato dagli indizi.
Si viene proiettati di volta in volta prima nella seconda guerra mondiale, poi alla fine dell’ottocento nella Vienna asburgica, poi nella Venezia del diciassettesimo secolo e infine nella Spagna di fine cinquecento quando persevera l’inquisizione e gli ebrei vengono costretti a scegliere tra la conversione forzata oppure l’esilio.
Questa è la parte migliore del libro, quella che può giustificare il buon successo di pubblico; diversamente l’opera avrebbe decisamente meno valore e sarebbe solo una fra le tante.

lunedì 21 marzo 2011

L'uomo duplicato di Josè Saramago

Recensione di Nadia

A dispetto del titolo di questo mio commento devo dire che l'inizio del romanzo non mi è piaciuto molto. Infatti lo stavo abbandonando delusa. Ma non ne ho avuto il coraggio. Amo saramago e il suo modo di scrivere e, ora che ho terminato il romanzo, sono felice di aver continuato la lettura.
La vicenda narra di un professore di storia sull'orlo della depressione che per caso scopre, guardando un vecchio film, di non essere l'unico sulla terra, addirittura nella stessa città, con il suo volto. Dopo una serie di peripezie a dispetto della privacy, riesce a recuperare l'indirizzo del suo doppio e ad incontrarlo per verificare di persona la somiglianza che si rivelerà uguaglianza perfetta. Uno dei due è il duplicato dell'altro. Entrambi sono uguali non solo nell'aspetto bensì anche nelle azioni tanto che il professore di storia, appagato dalla sua scoperta, chiude il caso e ricomincia a vivere la sua vita. L'altro però, che di professione fa l'attore, ricomincia a cercarlo per vendicarsi delle difficoltà coniugali che il primo gli ha causato rivelando alla moglie la propria esistenza.
Un caso intricato che Saramago sa sbrogliare senza intoppi anche quando sembra non si esca più dagli arzigogolati pensieri del protagonista a cui risponde il proprio Senso Comune che entra nella storia come un personaggio fisico. Compare in auto, in casa, ovunque e soprattutto quando meno te lo aspetti.
Unico neo: a volte le divagazioni sono lunghe e pesanti. Poi ci si fa l'abitudine.
La costruzione del romanzo si rifà alla domanda: "cosa succederebbe se ci si trovasse di fronte al proprio duplicato?". La risposta non è semplice e varia da persona a persona. L'unica certezza è che entrambi si comporteranno nello stesso modo proprio perchè uguali generando una catena infinita di eventi, al di là del Senso Comune o della realtà.

sabato 19 marzo 2011

Seconda tappa: i libri letti

Il viaggio del GDL Quarta di copertina prosegue col vento in poppa.
Ecco i libri che abbiamo letto per la seconda tappa:
Isa, Le prigioni che abbiamo dentro. Cinque lezioni sulla libertà di Doris Lessing (Gran Bretagna)
Nadia, La libreria del buon romanzo di Laurence Cossè (Francia)
Mauro, Cicatrici di Gianluca Morozzi (Italia)
Carla, La casa delle sorelle di Charlotte Link (Germania)
Franco, I custodi del libro di Geraldine Brooks (Australia)
Andrea, Giù nel cyberspazio di William Gibson (Canada)
Muriel, Shanghai baby di Zhou Weihui( Cina)
Paola, Una donna tra due mondi. La mia vita all'ombra di Saddam Hussein di Zainab Salbi (Iraq)
Laura, Saturday night Saturday morning e La solitudine del maratoneta di Alan Sillitoe (Gran Bretagna)

giovedì 17 marzo 2011

La vela bianca di Sergio Bambaren

Recensione di Franco


Comincio a leggere questo libro senza sapere cosa mi aspetta.
Come sempre approccio un autore per me nuovo senza conoscere nulla del suo stile e quasi niente della trama del libro che mi appresto a cominciare.
L’inizio è confortante e pieno di aspettative, almeno per quanto mi riguarda.
Si accenna a Walden di Thoreau e al cambiare radicalmente la propria vita all’inseguimento dei propri sogni, argomenti già affrontati in alcune altre mie letture.
Poi comincia la vicenda vera e propria e quell’inizio così pieno di speranze viene deluso da una trama e da un modo di raccontare degni di un telefilm di basso livello piuttosto che di un film d’autore.
L’atmosfera sembra quella di Vita da strega con un intento drammatico come aggravante.
In un libro incentrato su una coppia che molla il lavoro e parte per un lungo viaggio in barca a vela, mi aspetto di imparare qualche nozione di navigazione, qualcosa di semplice ma di inconsueto, qualche curiosità, qualche aneddoto, qualcosa che mi faccia entrare nel clima di mistero e di timore reverenziale di chi parte con entusiasmo ma anche con tanti dubbi e non sa cosa troverà sul proprio cammino.
Invece mi ritrovo con una specie di libro magico e una conversazione piena di banalità.
All’inizio del libro c’è questa nota dell’autore:
Dopo la pubblicazione de “Il Delfino” e de “L’Onda Perfetta”, mi hanno spesso chiesto quando avrei raccontato una nuova storia. Mi sembrava di aver già scritto tutto quello che avevo da dire…Poi accadde qualcosa…sentivo una voce dentro di me che bisbigliava pensieri che mi sentii in dovere di raccogliere e condividere con gli altri. Così è nato “Vela Bianca”, l’avventura di una coppia in barca a vela che naviga verso la libertà.
Allora, la cosa che mi viene spontanea è dire che anche l’autore poteva tranquillamente seguire l’esempio dei propri personaggi, cioè affidarsi all’istinto.
Se hai la sensazione di avere già scritto tutto quello che aveva da dire, evidentemente qualcosa di vero ci deve essere, per cui fermati, non scrivere altro, in special modo un libro come questo.
Inoltre i libri d’avventura sono decisamente un’altra cosa, questo sembra un libro su commissione con un numero di pagine limitato e un tempo di consegna troppo breve.
Sembra una piccola storia a cui sono stati appese due righe su un tipo di uccello che popola un’isola,  due su come soffia un particolare tipo di vento, altre due ancora sulle balene e il rischio della loro estinzione.
Dalle premesse ci si attende una storia degna di un colossal e invece ci si ritrova con una fiction di basso impegno.
Una storia pacchiana con due persone che in pratica ripetono sempre la stessa cosa e si ritrovano a convivere con un libro magico senza per questo fare una piega.
Come se tutto ciò non fosse abbastanza, una volta incominciata la cosiddetta avventura, ecco sia i dialoghi che la storia in genere, prendere una via decisamente troppo melensa, sfociando nel romanzo rosa più grottesco che mai; basta prendere i dialoghi finali di alcuni capitoli per farsi un’idea.
Concludo citando qualcosa del tredicesimo capitolo, quando ormai i due piccioncini sono in mare da diverse settimane e sono giunti nelle isole Fiji, dopo aver toccato Tonga e diversi altri approdi:
Fu allora che ci rendemmo conto che non era il verso in cui soffiava il vento, ma il modo in cui orientavamo le vele a determinare la direzione che avremmo preso…
Un genio questo lupo di mare! Evviva!
Proseguendo la lettura, ammesso che ci si riesca, si viene a conoscenza del fatto che i due piccioncini, sempre loro, hanno anche imparato a riconoscere nel cielo la Croce del Sud.
Ora mi aspetto di vedere uno di loro come skipper nella prossima America’s Cup.
Tornando seri, probabilmente questo dovrebbe essere un libro spirituale che letto nella maniera giusta avrebbe l’obiettivo di riportare l’attenzione dell’uomo moderno, fin troppo concentrato sul materialismo, verso le cose veramente importanti della vita.
Purtroppo tale scopo non è stato raggiunto.
Esiste comunque, dopo tanti aspetti negativi, anche un lato positivo di questo libro: non porta via più di un pomeriggio.

mercoledì 2 marzo 2011

7 Marzo Gruppo di Lettura al Quino

Lunedì 7 marzo alle ore 21 incontro mensile del GDL.
Nuovo appuntamento nel corso del quale si potranno recensire i libri letti durante la seconda tappa del viaggio intrapreso e discutere delle letture previste per il mese successivo.