venerdì 9 dicembre 2011

Appuntamento di dicembre

Prima delle Feste ci si trova per l'ultimo appuntamento del 2011 venerdì 16 dicembre alle ore 21 al Caffè Letterario Quinò.

sabato 29 ottobre 2011

lunedì 3 ottobre 2011

L'appuntamento di ottobre

Per raccontarci le letture di settembre l'appuntamento è lunedì 10 ottobre alle ore 21 al Caffè Letterario Quinò.

Libertà di Jonathan Franzen

Recensione di Muriel

 Ho preferito Le correzioni. Questo romanzo gira attorno alla teoria secondo la quale le nostre vite sono invischiate in una rete di relazioni e rituali soffocanti, situazioni dalle quali non non ci ribelliamo per paura, vincoli che ci rendono infelici quando, invece, dovrebbero farci sentire protetti. Il gioco dei personaggi è tutto questo agire di sottrazione rispetto ai legami, per poi ributtarsi dentro gli stessi, fortificati, dopo aver vissuto l'esperienza catartica che ha avuto il potere di cambiarli nel profondo. Più che di libertà, a volte, si prova un senso di soffocamento che scaturisce osservando l'ingenuità di questi personaggi americanissimi. Confrontando questo romanzo con quello della Byatt (Il libro dei bambini) si ha l'impressione che qui si faccia il procedimento inverso. Mentre nel Libro dei bambini si parte da un idillio che pian piano si svela in tutta la sua crudeltà, qui si parte dalla crudeltà per tendere all'idillio: molto american style! Insomma, con questo paragone si potrebbe contrapporre la malizia della vecchia Europa con l'ingenuità del nuovo mondo.

Ottava tappa: le letture di agosto

Che abbiamo letto durante le ferie? Ecco le nostre letture di agosto.
Isa, Monte Cinque di Paulo Coelho
Andrea, La trilogia degli occhiali di Emma Dante
Muriel, Libertà di Jonathan Franzen
Silvia, L'ombra del vento di Carlos Luis Zafòn
Paola, La discarica degli acrobati sbadati di Muriel Pavoni
Mauro, Il cobra di Frederick Forsyth
Nadia, Passeggera del silenzio di Fabienne Verdiere
Carla, L'albergo delle donne tristi di Marcela Serrano
Franco, La ricerca di Nikos Temelis



sabato 10 settembre 2011

Riunione rimandata al 15 settembre

Per motivi di forza maggiore la riunione mensile del gruppo di lettura è stata rimandata a giovedì 15 settembre sempre alle ore 21 al Caffè Letterario Quinò.

domenica 28 agosto 2011

La riunione di settembre

Il gruppo di lettura riprende gli incontri.
Ci vediamo giovedì 8 settembre alle ore 21 al Caffè Letterario Quinò.

L’uomo di vento di Emmanuel Dongala

Recensione di Franco

 Mankunku è il nome del protagonista di questo romanzo.
E’ nato in un villaggio nel cuore del Continente Nero in un periodo nel quale la cosiddetta civiltà non è ancora arrivata.
Grazie ad alcune doti personali e alla famiglia che lo cresce, il protagonista del romanzo diventa un protagonista anche all’interno della propria comunità.
Testardo, efficiente, innovativo, il temperamento del giovane lo porta ad una duplice condizione.
Da un lato riesce in tutto ciò in cui si cimenta: ottimo cacciatore, ottimo fabbro e uomo di medicina; dall’altro le sue capacità personali e la sua fiducia nell’uomo in senso generale lo portano a scontrarsi con le tradizioni antiche e con gli uomini che con furbizia le sostengono per convenienze personali.
Inizia così un percorso difficile e pieno di episodi drammatici che si inaspriscono quando arriva l’uomo bianco a colonizzare il Paese.
E’ una vera e propria riduzione in schiavitù che viene avallata dai capi villaggio che vendono la propria gente allo straniero per convenienza e gloria personale.
Da qui prende il via il vero romanzo storico che attraverso il racconto della vicenda personale di Mankunku riesce a fornire un bel quadro di tutti gli avvenimenti che incideranno secondo modalità diverse sulla vita degli abitanti.
La colonizzazione, la civilizzazione, la guerra, la nascita delle città, il lavoro che cambia, la crudeltà dei nuovi padroni.
Tutto quanto influisce sulla vita di Mankunku che prende forma e si modifica mano a mano che le condizioni esterne mutano, dando così un’idea di come l’uomo sia un essere adattabile quasi ad ogni situazione.
Alla fine il cerchio si chiude e quello che rimane al lettore è la conoscenza di avvenimenti mai approfonditi.
A tal proposito il fatto che il protagonista sia uno dei pochi a non lasciare mai il Paese contribuisce allo scopo perchè il punto di vista rimane sempre quello interno, mai condizionato da visioni esterne come emigrazione o altri fenomeni sociali.
Un gran bel romanzo storico consigliato non solamente agli amanti del genere romanzo storico, ma a tutti i lettori pieni di curiosità.

Fra-intendimenti di Kaha Mohamed Aden

Recensione di Carla

 Kaha Aden, figlia di uno dei più importanti uomini politici somali, incarcerato nel 1982, ha lasciato Mogadiscio rifugiandosi a Pavia prima che la guerra sconvolgesse il suo paese.
Fra-intendimenti è il suo primo libro, una raccolta di racconti vividi e ironici che ci permettono di conoscere più da vicino la tragedia della Somalia ma anche la quotidianità degli immigrati in Italia. Si respirano i profumi della terra d'Africa e la paura che nasce dalla semplice consapevolezza di non appartenere al "giusto" clan, quello al potere. Si conosce l'imbarazzo degli immigrati di fronte a certi atteggiamenti razzisti degli italiani o lo sgomento di chi si trova in una realtà lontana anni luce dalla propria vita di sempre.
  E' interessante poi fare conoscenza con la filosofia di vita somala, molto distante dalla nostra, e con le tante abitudini che caratterizzano in maniera netta i membri dei vari clan, così diversi che non calcolano allo stesso modo nemmeno il trascorrere delle ore: così le quattro di notte del clan Daarood (e del resto del mondo occidentale) sono le dieci per il clan Hawiye.
 La scrittura di Kaha Aden è briosa, ironica, inconsueta e molto semplice, una narrazione informale e quotidiana come quella discorsiva tra due amiche che si raccontano le vicende della vita.


Il libro dei bambini di Antonia S. Byatt

Recensione di Muriel
 
Un'opera importante, documentata, articolata, che racconta le vicende di alcune famiglie inglesi tra il 1860 e la prima guerra mondiale. La narrazione procede come una partitura musicale, è corale e si svela nella sua tragicità scoprendo, man mano che si procede, nuovi dettagli oscuri. C'è la famiglia del curatore dell'Albert Museum di Londra, poi c'è la famiglia Wellwood, una famiglia matriarcale tenuta in piedi da Olive, scrittrice di romanzi per bambini e dallo sfaccendato dongiovanni Humphry. I Fludd, il cui padre è un ceramista depresso e, infine, la famiglia Stern di origine tedesca. Le storie dei bambini di tutte queste famiglie si intrecciano partendo da una situazione quasi idilliaca in cui pare che ai bambini della società fabiana sia concesso di vivere assecondati nelle proprie inclinazioni e incoraggiati a trovare la propria strada. In realtà non sarà così e le storture verrano fuori un po' per volta. Infine arriva la prima guerra mondiale a stroncare definitivamente le aspettative. Degna di nota è la precisione storica e la meravigliosa descrizione dell'esposizione universale di Parigi, alla quale sembra di aver partecipato dono aver letto il passaggio del libro. I bambini rappresentano le infinite possibilità che si offrono ma anche il gioco degli adulti e i condizionamenti che essi esercitano, presentando un contesto frustrante che inibisce anzichè incoraggiare.


Il Budda Geoff e io una storia moderna di Edward Canfor-Dumas

Recensione di Nadia

 Il romanzo ripercorre una parte della vita di Ed, il protagonista, dal suo approccio all Buddismo di Nichiren in avanti.
Come ogni persona che si avvicina a questa filosofia o ad altre differenti dalla propria cultura, anche Ed inizialmente è dubbioso e teme di incorrere in una setta o in gente approfittatrice.
Il percorso interiore di Ed è stupefacente anche se molto lento. Scelta dell'autore per far comprendere meglio la teoria su cui si basa il Buddismo di Nichiren.
E' un romanzo di crescita ma anche un ottimo libro da consultare per chi vuole iniziarsi a questo tipo di Buddismo o per chi desidera rinfrescare i principi su cui si fonda.
Sono spiegati i 10 mondi, il principio di causa/effetto e di saggezza, coraggio e compassione, la teoria del due ma non due, l'importanza del recitare per ritemprarsi e acquistare l'energia vitale indispensabile per affrontare le avversità.
Geoff è un personaggio positivo, l'amico sempre disponibile che tutti vorrebbero avere. Descrive il suo lavoro con queste parole: "permetto agli uomini di vederci meglio a ogni livello". E' infatti un lavavetri, di quelli che si vedono con il ponteggio sui palazzi, ma nel contempo insegna a vedere la vita di ognuno attraverso la lente buddista del principio di causa/effetto.
Ed comprenderà di essere lui stesso la causa dei propri guai e imparerà a modificare il proprio mondo interiore trasformando, in automatico, anche quello esterno. Diventerà uno scrittore, coronando così il suo più grande desiderio.

Sesta tappa: le letture di giugno

Con un ritardo astronomico, ecco le nostre letture di giugno.
Isa: La sposa ribelle di Hanan Al-Shaykh (Libano)
Muriel: Il libro dei bambini di Antonia Byatt
Andrea: Decalogo di Krzysztof Kieslowski e Krzysztof Piesiewicz
Franco: L’uomo di vento di Emmanuel Dongala (Congo)
Carla: Fra - Intendimenti di Kaha Mohamed Aden (Somalia)
Nadia: Il Budda Geoff e io una storia moderna di Edward Canfor-Dumas (USA)




Vergogna di J. M. Coetzee

Recensione di Muriel

 Un libro duro, difficile da digerire, prosa asciutta che lascia spazio a una storia quasi biblblica. Il parallelismo tra due esperienze di predominio sull'altro, da un lato il professore che, approfittando della sua posizione (anche se inconsapevolmente), abusa di una studentessa molto giovane, dall'altro lato sua figlia che subisce una violenza carnale da tre rapinatori. Lo sfondo è il Sud Africa post appartheid e le disegualianze che persistono. I neri continuano ad essere poverissimi e desiderosi di riscatto, i bianchi a vivere trincerati. Appena questi equilibri vengono soverchiati ecco che spopolano l'ingiustizia, la violenza, la vendetta. Il libro alterna spesso questi due piani dove il potere trasuda e dove è impossibile giudicare gli eventi senza considerare la storia di un paese dilaniato.

A occhi bassi di Tahar Ben Jelloun

Recensione di Franco

Le mie aspettive quando ho preso in considerazione la lettura di questo libro erano quelle di riuscire a farmi un’idea della letteratura africana e di quali fossero i soggetti utilizzati dagli scrittori di quella parte del mondo per fare conoscere la propria gente e la propria storia.
La mia scelta era caduta su due libri in particolare: “A occhi bassi” appunto di Tahar Ben Jelloun e “L’uomo di vento” di Emmanuel Dongala.
Devo dire che il secondo ha risposto meglio alle mie esigenze.
“A occhi bassi” invece è la storia di una bambina prima e di una donna poi, che vive la propria vita attraversando diverse situazioni ambientali.
La parte iniziale racconta la conflittualità con la vecchia zia e le abitudini e le pratiche quotidiane del povero villaggio nel quale vivono.
Ci sono episodi tragici, qualche situazione surreale, vendette, speranze, delusioni; probabilmente non manca nulla per rendere la storia appassionante.
Poi la bambina viene portata a Parigi dal padre, che è il classico emigrato in cerca di qualche mezzo per fare sopravvivere se stesso e la propria famiglia, e a mia parere qualcosa si spezza nel racconto.
A questo punto è chiaro che la protagonista è la bambina con la sua condizione di donna in un mondo a lei spesso ostile.
Infatti il titolo del libro suggerisce come la tradizione popolare incide sul comportamento della donna che deve sempre tenere gli occhi bassi; da bambina deve sottostare a quanto deciso dal padre e dagli altri anziani del villaggio, da adolescente prima e da adulta poi, questa sottomissione non cessa in nessun modo: cambia semplicemente l’oppressore che alla fine ritrova nella figura del marito.
Niente da dire su tutto ciò, se non il fatto che il mio apprezzamento ha perso molta consistenza dopo che il racconto si èspostato dal paese di origine alla capitale francese.
Volevo conoscere un poco della letteratura africana e mi sono ritrovato in un contesto non propriamente del posto, ma comune un po’ a tante storie di emigrazione.
Per analogia è come se avessi voluto leggere un libro sull’Italia del primo novecento e mi fossi imbattuto in storie di emigrazione verso gli Stati Uniti o verso il nord Europa: ci può stare, avrei saputo tantissime cose, ma non propriamente come procedeva la vita di tutti i gioni nei paesini di origine.
Colpa mia e della mia mania di non leggere mai la quarta di copertina.
In conclusione questo libro è consigliato per chi volesse entrare nel dettaglio della condizione femminile nord africana, mentre lo è meno allorché si desideri qualcosa di più storico e diretto sulla cultura del posto.

Il profumo di Patrick Süskind

Recensione di Nadia

Dare una mia opinione a questo romanzo tanto acclamato mi fa sentire un po' contro corrente.
 Non mi è piaciuta la storia sia per le numerose ripetizioni sia per l'assurdità. C'è una grossa contraddizione nel protagonista che dapprima si rifugia in una caverna per sfuggire al tanto odiato odore umano poi, una volta scoperto di non possederne uno si dispera e se lo crea per sentirsi parte di quel mondo che pochi capitoli prima ripudiava e lo ripudiava.
La scrittura merita invece la fama di romanzo di livello.
Attraverso meravigliose descrizioni l'autore riesce a portare il lettore nell'essenza crudele, nel mondo olfattivo del protagonista in modo magistrale. Riesce a mostrare i paesaggi e gli altri personaggi attraverso le sensazioni olfattive di Grenouille svelando così un mondo privo di allegrìa, come lo è Grenouille stesso. Non riconosciuto dalla nascita lungo tutta la sua vita, è un personaggio negativo che resta tale per tutta la storia senza mai riuscire a considerarlo una vittima.
Il romanzo è carico di simbolismi religiosi che confluiscono nel cannibalismo finale, chiaro riferimento all'Eucarestia.
L'idea dell'autore è geniale ma tocca troppo violentemente corde e note cupe e basse che invischiano nelle brutture dell'animo umano portando a galla un mondo che forse non voglio vedere.

Quinta tappa: le letture di maggio

Le nostre letture di maggio, quinta tappa del viaggio.
Isa: Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij (Russia) e Di acqua e di vento di Ang Chin Geok (Singapore)
Nadia: Il profumo di di Patrick Süskind (Germania)
Franco: Ad occhi bassi di Tahar Ben Jelloun (Marocco)
Laura: Il cielo sopra Darjeeling di Nicole C. Vosseler (India)
Muriel: Vergogna di J.M. Coetzee (Sud Africa)
Andrea: Pic nic sul ciglio della strada di Arkadi e Boris Shugatzki (Russia)
Paola: Sette anni di Peter Stamm (Germania)
Carla: Che tu sia per me il coltello di David Grossman (Israele)


giovedì 30 giugno 2011

La riunione di luglio

La riunione di luglio del Gruppo di Lettura si terrà giovedì 14 luglio al Quinò. Come al solito dalle ore 21.
Vi aspettiamo!

venerdì 3 giugno 2011

Incontro mensile

La data del prossimo incontro mensile del Gruppo di Lettura è lunedì 6 giugno alle 21.

mercoledì 4 maggio 2011

Quarta tappa: le letture di aprile

Il viaggio del mese di aprile è stato più breve: appena tre settimane per leggere il libro prescelto. C'è chi ce l'ha fatta e chi - vittima del tempo tiranno - no.
Ecco le letture di chi è riuscito a terminare la tappa.
Franco: Il sole del crepuscolo di Fang Fang (Cina)
Andrea: La lingua degli uccelli di Farid Ad-din 'Attar (Persia - Iran)
Paola: Il sorriso dei gabbiani di Kristin Marja Baldursdottir (Islanda)
Muriel: Il sapore della gloria di Yukio Mishima (Giappone)
Carla: Il dio delle piccole cose di Roy Arundhati (India)

sabato 23 aprile 2011

Il prossimo appuntamento

Il gruppo di lettura si ritrova per la tappa mensile lunedì 2 maggio alle ore 21.

Terza tappa: le letture di marzo

Il viaggio prosegue col vento in poppa.
Queste le letture di marzo.
Nadia, Cicatrici di Gianluca Morozzi (Italia)
Mauro, Ulisse da Baghdad di Eric Emmanuel Schmitt (Francia)
Carla, Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov (Russia)
Franco, Notturni di Kazuo Ishiguro (Giappone)
Paola, I segreti delle spose indiane di Monica Pradhan (India)
Marina, Due vite di Vic Ramset (Germania)
Andrea, Tre metamorfosi di Kobo Abe (Giappone)
Isa,  Racconti notturni di Peter Høeg (Danimarca)
Muriel, La battaglia soda di Ettore Bianciardi (Italia)

giovedì 31 marzo 2011

Gruppo di lettura: il prossimo appuntamento

Cosa abbiamo letto nella nostra mensile tappa di viaggio? Lo scopriremo lunedì 11 aprile alle ore 21 nella nuova riunione del Gruppo di Lettura.

venerdì 25 marzo 2011

I custodi del libro di Geraldine Brooks

Recensione di Franco

Il libro è scritto in maniera scorrevole e risulta abbastanza appassionante, pur non essendo certamente un capolavoro.
L’opera di Geraldine Brooks può essere catalogata tra quei libri di intrattenimento che magari diventano traccia per un film di successo.
La trama in breve è presto detta: una restauratrice di libri antichi viene chiamata a prendersi cura di un antico testo ebraico, forse il più prezioso della categoria, della cui storia si sa poco o nulla.
Per ogni indizio che scopre, che sia il frammento di un’ala di farfalla, una macchia di vino, una macchia di sangue oppure altre cose, si viene proiettati in un determinato periodo storico dove si entra in contatto con personaggi la cui vicenda svelerà il mistero dell’indizio, oltre a ricostruire tanta parte della vita di società di quel tempo.
La struttura del libro ricorda lo schema del film The millionaire dove per analogia le domande corrispondono agli indizi del libro e i misteri vengono svelati attraverso un alternarsi di salti temporali.
La parte più interessante a mio parere è costituita proprio dalla ricostruzione dei vari periodi storici piuttosto che dal mistero rappresentato dagli indizi.
Si viene proiettati di volta in volta prima nella seconda guerra mondiale, poi alla fine dell’ottocento nella Vienna asburgica, poi nella Venezia del diciassettesimo secolo e infine nella Spagna di fine cinquecento quando persevera l’inquisizione e gli ebrei vengono costretti a scegliere tra la conversione forzata oppure l’esilio.
Questa è la parte migliore del libro, quella che può giustificare il buon successo di pubblico; diversamente l’opera avrebbe decisamente meno valore e sarebbe solo una fra le tante.

lunedì 21 marzo 2011

L'uomo duplicato di Josè Saramago

Recensione di Nadia

A dispetto del titolo di questo mio commento devo dire che l'inizio del romanzo non mi è piaciuto molto. Infatti lo stavo abbandonando delusa. Ma non ne ho avuto il coraggio. Amo saramago e il suo modo di scrivere e, ora che ho terminato il romanzo, sono felice di aver continuato la lettura.
La vicenda narra di un professore di storia sull'orlo della depressione che per caso scopre, guardando un vecchio film, di non essere l'unico sulla terra, addirittura nella stessa città, con il suo volto. Dopo una serie di peripezie a dispetto della privacy, riesce a recuperare l'indirizzo del suo doppio e ad incontrarlo per verificare di persona la somiglianza che si rivelerà uguaglianza perfetta. Uno dei due è il duplicato dell'altro. Entrambi sono uguali non solo nell'aspetto bensì anche nelle azioni tanto che il professore di storia, appagato dalla sua scoperta, chiude il caso e ricomincia a vivere la sua vita. L'altro però, che di professione fa l'attore, ricomincia a cercarlo per vendicarsi delle difficoltà coniugali che il primo gli ha causato rivelando alla moglie la propria esistenza.
Un caso intricato che Saramago sa sbrogliare senza intoppi anche quando sembra non si esca più dagli arzigogolati pensieri del protagonista a cui risponde il proprio Senso Comune che entra nella storia come un personaggio fisico. Compare in auto, in casa, ovunque e soprattutto quando meno te lo aspetti.
Unico neo: a volte le divagazioni sono lunghe e pesanti. Poi ci si fa l'abitudine.
La costruzione del romanzo si rifà alla domanda: "cosa succederebbe se ci si trovasse di fronte al proprio duplicato?". La risposta non è semplice e varia da persona a persona. L'unica certezza è che entrambi si comporteranno nello stesso modo proprio perchè uguali generando una catena infinita di eventi, al di là del Senso Comune o della realtà.

sabato 19 marzo 2011

Seconda tappa: i libri letti

Il viaggio del GDL Quarta di copertina prosegue col vento in poppa.
Ecco i libri che abbiamo letto per la seconda tappa:
Isa, Le prigioni che abbiamo dentro. Cinque lezioni sulla libertà di Doris Lessing (Gran Bretagna)
Nadia, La libreria del buon romanzo di Laurence Cossè (Francia)
Mauro, Cicatrici di Gianluca Morozzi (Italia)
Carla, La casa delle sorelle di Charlotte Link (Germania)
Franco, I custodi del libro di Geraldine Brooks (Australia)
Andrea, Giù nel cyberspazio di William Gibson (Canada)
Muriel, Shanghai baby di Zhou Weihui( Cina)
Paola, Una donna tra due mondi. La mia vita all'ombra di Saddam Hussein di Zainab Salbi (Iraq)
Laura, Saturday night Saturday morning e La solitudine del maratoneta di Alan Sillitoe (Gran Bretagna)

giovedì 17 marzo 2011

La vela bianca di Sergio Bambaren

Recensione di Franco


Comincio a leggere questo libro senza sapere cosa mi aspetta.
Come sempre approccio un autore per me nuovo senza conoscere nulla del suo stile e quasi niente della trama del libro che mi appresto a cominciare.
L’inizio è confortante e pieno di aspettative, almeno per quanto mi riguarda.
Si accenna a Walden di Thoreau e al cambiare radicalmente la propria vita all’inseguimento dei propri sogni, argomenti già affrontati in alcune altre mie letture.
Poi comincia la vicenda vera e propria e quell’inizio così pieno di speranze viene deluso da una trama e da un modo di raccontare degni di un telefilm di basso livello piuttosto che di un film d’autore.
L’atmosfera sembra quella di Vita da strega con un intento drammatico come aggravante.
In un libro incentrato su una coppia che molla il lavoro e parte per un lungo viaggio in barca a vela, mi aspetto di imparare qualche nozione di navigazione, qualcosa di semplice ma di inconsueto, qualche curiosità, qualche aneddoto, qualcosa che mi faccia entrare nel clima di mistero e di timore reverenziale di chi parte con entusiasmo ma anche con tanti dubbi e non sa cosa troverà sul proprio cammino.
Invece mi ritrovo con una specie di libro magico e una conversazione piena di banalità.
All’inizio del libro c’è questa nota dell’autore:
Dopo la pubblicazione de “Il Delfino” e de “L’Onda Perfetta”, mi hanno spesso chiesto quando avrei raccontato una nuova storia. Mi sembrava di aver già scritto tutto quello che avevo da dire…Poi accadde qualcosa…sentivo una voce dentro di me che bisbigliava pensieri che mi sentii in dovere di raccogliere e condividere con gli altri. Così è nato “Vela Bianca”, l’avventura di una coppia in barca a vela che naviga verso la libertà.
Allora, la cosa che mi viene spontanea è dire che anche l’autore poteva tranquillamente seguire l’esempio dei propri personaggi, cioè affidarsi all’istinto.
Se hai la sensazione di avere già scritto tutto quello che aveva da dire, evidentemente qualcosa di vero ci deve essere, per cui fermati, non scrivere altro, in special modo un libro come questo.
Inoltre i libri d’avventura sono decisamente un’altra cosa, questo sembra un libro su commissione con un numero di pagine limitato e un tempo di consegna troppo breve.
Sembra una piccola storia a cui sono stati appese due righe su un tipo di uccello che popola un’isola,  due su come soffia un particolare tipo di vento, altre due ancora sulle balene e il rischio della loro estinzione.
Dalle premesse ci si attende una storia degna di un colossal e invece ci si ritrova con una fiction di basso impegno.
Una storia pacchiana con due persone che in pratica ripetono sempre la stessa cosa e si ritrovano a convivere con un libro magico senza per questo fare una piega.
Come se tutto ciò non fosse abbastanza, una volta incominciata la cosiddetta avventura, ecco sia i dialoghi che la storia in genere, prendere una via decisamente troppo melensa, sfociando nel romanzo rosa più grottesco che mai; basta prendere i dialoghi finali di alcuni capitoli per farsi un’idea.
Concludo citando qualcosa del tredicesimo capitolo, quando ormai i due piccioncini sono in mare da diverse settimane e sono giunti nelle isole Fiji, dopo aver toccato Tonga e diversi altri approdi:
Fu allora che ci rendemmo conto che non era il verso in cui soffiava il vento, ma il modo in cui orientavamo le vele a determinare la direzione che avremmo preso…
Un genio questo lupo di mare! Evviva!
Proseguendo la lettura, ammesso che ci si riesca, si viene a conoscenza del fatto che i due piccioncini, sempre loro, hanno anche imparato a riconoscere nel cielo la Croce del Sud.
Ora mi aspetto di vedere uno di loro come skipper nella prossima America’s Cup.
Tornando seri, probabilmente questo dovrebbe essere un libro spirituale che letto nella maniera giusta avrebbe l’obiettivo di riportare l’attenzione dell’uomo moderno, fin troppo concentrato sul materialismo, verso le cose veramente importanti della vita.
Purtroppo tale scopo non è stato raggiunto.
Esiste comunque, dopo tanti aspetti negativi, anche un lato positivo di questo libro: non porta via più di un pomeriggio.

mercoledì 2 marzo 2011

7 Marzo Gruppo di Lettura al Quino

Lunedì 7 marzo alle ore 21 incontro mensile del GDL.
Nuovo appuntamento nel corso del quale si potranno recensire i libri letti durante la seconda tappa del viaggio intrapreso e discutere delle letture previste per il mese successivo.

giovedì 17 febbraio 2011

Che libri abbiamo letto per la prima tappa del viaggio?

La prima tappa del nostro viaggio letterario si è conclusa con lunedì 7 febbraio, serata in cui ci siamo trovati a raccontarci come è andata fino ad ora l'esperienza e durante la quale abbiamo accolto delle gentili ospiti che speriamo vogliano proseguire il viaggio assieme a noi.
Che libro abbiamo scelto per la prima tappa?
Marina: La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo (Israele)
Carla: Cicatrici di Gianluca Morozzi (Italia)
Andrea: Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey (USA)
Franco: La vela bianca di Sergio Bambaren (Australia)
Isa: Rubare tempo all'allegria di Marina Sangiorgi (Italia)
Mauro: Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami (Giappone)
Nadia: L'uomo duplicato di Josè Saramago (Portogallo)
Riccardo: Padri e figli di Ivan Turgenev (Russia)

mercoledì 16 febbraio 2011

Quinò San Valentino Artistic Contest: la frase vincitrice della prima fase

" L'unica cosa importante, quando ce ne andremo, saranno le tracce d'amore che avremo lasciato" (Albert Schweitzer). È questa la frase più votata la sera di San Valentino dai clienti del Caffè Letterario Quinò di Imola (Via Emilia 194), alla quale si ispirerà il Quinò San Valentino Artistic Contest: utilizzando la frase vincitrice, od ispirandosi ad essa, artisti e creativi locali e non potranno realizzare un segnalibro (sono ammesse tutte le tecniche artistiche e tutti i materiali) da consegnare o spedire al Quinò entro il 21 marzo 2011. Tutte le opere saranno esposte nel locale per un mese. Al termine dell'esposizione, l'artista autore dell'opera che avrà riscosso maggiore successo tra i frequentatori del Quinò, vincerà la possibilità di esporre i propri lavori per un mese nel locale stesso.
Il prossimo appuntamento al Quinò sarà con Gianluca Morozzi sabato 26 febbraio alle ore 18.30: lo scrittore bolognese presenterà il suo ultimo libro Serena variabile, scritto a quattro mani con Elisa Genghini. Come lo ha definito lo stesso autore è "il vero romanzo trangeder", non solo perché è stato scritto da due autori di sesso diverso, ma perché affronta la consumata tematica dei rapporti tra uomo e donna attraverso una protagonista che lentamente si trasformerà (e senza chirurgia) in un maschio.
Info: Caffè Letterario Quinò, Via Emilia 194 - 40026 Imola (Bologna) Tel. 0542 23180
e-mail: cl.quino@gmail.com

giovedì 10 febbraio 2011

San Valentino letterario al Caffè Letterario Quinò

Sarà un San Valentino dedicato alla letteratura quello che propone il Caffè Letterario Quinò di Imola (Via Emilia 194) per la sera del 14 febbraio (dalle ore 20). Si sceglierà infatti la "frase da baci" più bella: contestualmente ad ogni consumazione i clienti ricevrenno un sorta di "schedina letteraria" in cui dovranno votare una delle dieci frasi attorno all'amore e ai sentimenti proposte dallo staff del Quinò. A fine serata, effettuato il conteggio dei voti, verrà "eletta" la frase migliore. E si darà il via al Quinò San Valentino Artistic Contest: utilizzando la frase vincitrice artisti e creativi locali potranno realizzare un segnalibro (sono ammesse tutte le tecniche artistiche e tutti i materiali) da consegnare al Quinò entro il 15 marzo 2011. Tutte le opere saranno esposte nel locale e quella che risulterà più apprezzata dalla clientela farà vincere al suo autore la possibilità di allestrire una mostra nello stesso Quinò.

lunedì 7 febbraio 2011

Neve di Orhan Pamuk

recensione di Marina Sangiorgi

Il poeta Ka vive a Francoforte con lo stipendio da profugo, guarda film porno e non riesce più a scrivere. Ma quando arriva in un paese turco, Kars, per inseguire una donna forse amata, gli torna l’ispirazione, e febbrilmente, in pochi giorni, scrive poesie sul suo quaderno ai tavolini del bar, in camera all’albergo, durante le cene, nei bagni del teatro. E ne è grato. “Quando sento che la poesia sta per arrivare, il mio cuore si riempie di riconoscenza nei confronti di colui che me la manda, perché divento molto felice”. (pag.131).

venerdì 4 febbraio 2011

7 febbraio: com'è andata la prima tappa del viaggio?

Lunedì 7 febbraio alle ore 21, incontro mensile del GDL in cui ci racconteremo com'è andata la prima tappa del nostro viaggio, che libro abbiamo letto, cosa ci proponiamo di leggere per il mese prossimo.
Chi vorrà potrà scrivere una recensione del libro letto che pubblicheremo nel blog.

sabato 22 gennaio 2011

Biografie immaginarie di scrittori inesistenti

Il gruppo di scrittura ViaEmiliaventicinque propone un reading di racconti martedì 25 gennaio, ore 21, al caffè Ai Giardini (Via Orsini 16/a Giardini di San Domenico) di Imola.
«Raccontare le storie di scrittori inventati - spiegano i membri del gruppo - è una sfida e un pretesto, un interrogarsi su in realtà chi siamo noi che scriviamo, perché lo facciamo, perché mai i nostri lettori, se ne abbiamo, dovrebbero leggerci.»
Autori e lettori: Riccardo Franzoni, Elena Gessi, Muriel Pavoni, Elisa Pederzoli, Marina Sangiorgi, Andrea Scala, Giorgio Zabbini e Nadia Zapperi.

mercoledì 5 gennaio 2011

Prossimo appuntamento: 10 gennaio 2011

Lunedì prossimo, 10 gennaio, alle ore 21, secondo appuntamento del GDL sempre al Caffè Letterario Quinò.
Ciascuno illustrerà il proprio itinenerario di viaggio e poi... via! Si partirà con la prima tappa.